Visite speciali FAI: alla scoperta della Villa del Balbianello
Villa del Balbianello: un gioiello architettonico patrimonio del FAI

Visite speciali FAI: alla scoperta della Villa del Balbianello

Villa del Balbianello: un gioiello architettonico patrimonio del FAI

La Villa del Balbianello, edificio storico del XVIII secolo, sorge sulla punta della penisola di Lavedo nel territorio di Lenno, una frazione del comune di Tramezzina istituito nel 1928 in seguito alla fusione dei comuni di Lenno, Mezzagra e Tremezzo.

Il borgo di Lenno, paese di origine romana, si trova sulla sponda occidentale del lago di Como, adagiato in una profonda insenatura che si addentra fra il promontorio del Lavedo e la punta di Portezza in una zona la cui bellezza conquistò il cardinale Angelo Maria Durini che, nel XVII secolo, ribattezzò il luogo “golfo di Venere”.

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano), con il fine di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, ha incluso tra i suoi gioielli di inestimabile valore anche la Villa del Balbianello.

La villa, che presenta una planimetria sviluppata su sei piani, ancora oggi conserva la facciata con i due campanili dell’antica chiesa appartenente al preesistente monastero francescano ed è circondata da un giardino in cui spiccano i grandi platani dalla caratteristica potatura “a candelabro” cui si alternano affascinanti statue e profumati glicini. I viali si snodano tra tappeti erbosi delimitati da siepi di bosso e di lauro, ma nel parco si possono ammirare anche esemplari di lecci, canfore, magnolie e cipressi, oltre a magnifici cespugli di eleganti azalee e raffinati rododendri.

Il complesso architettonico del Balbianello, che comprende la Villa, la Loggia, la Casa del Custode, la Ghiacciaia, la Casa Bosco, la Serra e l’esteso parco-giardino, è stato edificato nel 1787 per volontà del cardinale Durini che a fine Settecento scelse di far costruire un ritiro di delizia e svago letterario in una delle zone più suggestive di tutto il lago. L’edificio prese il nome di Villa Balbianello in riferimento alle più ridotte dimensioni della vicina villa di Balbiano, una splendida dimora che il cardinale era riuscito ad acquistare dai Giovio, nobile famiglia di origini comasche.

Al cardinale Durini, che durante l’anno era solito ospitare presso la villa raduni di artisti e intellettuali, si deve anche la realizzazione dell’elegante loggiato affiancato da due saloni, una biblioteca e una sala della musica.

Villa del Balbianello: storia di una elegante e romantica dimora

Nel 1797, un anno dopo la morte del cardinale Durini la villa passò prima nelle mani di Giuseppe Sepolina, che ne cambiò il nome in “villa Sepolina”, e successivamente in quelle di Luigi Porro Lambertenghi, patriota milanese anti austriaco, che ospitò fra i tanti anche Silvio Pellico in qualità di precettore dei suoi figli. A Lambertenghi si deve il restauro della chiesa di San Giovanni e dell’ex monastero, oltre alla realizzazione di opere che avevano l’obiettivo di collegare internamente gli ambienti compresi tra il loggiato e la darsena.

In seguito, la proprietà fu acquistata dal marchese e politico italiano Giuseppe Arconati Visconti che, insieme alla moglie Costanza Anna Luisa Trotti Arconati, ospitò nel suo salotto Giovanni Berchet, Alessandro Manzoni e Giuseppe Giusti. Inoltre, passarono dal Balbianello anche politici, come il primo ministro francese Gambetta, e artisti tra cui il pittore Arnold Böcklin. In questo periodo, ulteriori miglioramenti al complesso architettonico si devono al figlio del marchese, Gianmartino Arconati Visconti, che fece sistemare il giardino e la loggia.

Il declino del casato portò a un progressivo abbandono di Villa del Balbianello che fu lasciata a sé stessa per più di trent’anni e perse la piccola torre-faro, dotata di orologio e campane, fatta erigere dagli Arconati Visconti all’ingresso del porto. All’inizio del secolo, la villa fu ceduta al barone bavarese Hermann Hartlaub, poi, nel 1919, agli americani Ames e infine nel 1974 all’esploratore Guido Monzino, erede della famiglia fondatrice della Standa, che restaurò l’edificio e il giardino ed impreziosì le sale della villa con mobili inglesi e francesi, numerose collezioni d’arte, l’importante biblioteca, i cimeli e i ricordi delle proprie spedizioni. Alla sua morte, nel 1988, Monzino lasciò il complesso del Balbianello al FAI che tutt’oggi la gestisce.

A partire dal 1990, Villa del Balbianello è stata utilizzata anche come location cinematografica e le sue sale e giardini hanno fatto da sfondo a celebri pellicole internazionali: Un mese al lago di John Irvin (1995), Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni di George Lucas (2002) e Casino Royale di Martin Campbell (2006).

Come raggiungere Villa del Balbianello: il car sharing elettrico E-Vai

Visitare Villa del Balbianello significa immergersi nella storia di uno dei luoghi più suggestivi che si affacciano sul lago di Como, una dimora storica facilmente raggiungibile grazie al servizio di mobilità E-Vai che consente di spostarsi in modo economico, sicuro e sostenibile.

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