Autocertificazione Coronavirus: quando serve e perché
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Autocertificazione Coronavirus: quando serve e perché

Per tutti coloro che hanno ricominciato a muoversi è arrivato il momento di capire meglio che cos’è l’autocertificazione e quando serve.

Che cos’è l’autocertificazione

L’autocertificazione è definita come una “dichiarazione resa e firmata da un cittadino che sostituisce in modo completo e definitivo alcune certificazioni amministrative”.

Per questo motivo viene chiamata anche “dichiarazione sostitutiva”.

Per far fronte alla necessità di spostamento durante la crisi sanitaria attuale, è stata accordata la possibilità a tutti i cittadini di muoversi portando con sé la propria autocertificazione, che garantisce che si sta uscendo da casa per motivi validi di salute o di lavoro.

Ora che la fase 2 di questa emergenza sanitaria è iniziata, è importante fare chiarezza su quando è necessaria l’autocertificazione, se il modello è rimasto lo stesso di prima e quali cambiamenti sono stati messi in atto per rispettare le norme di sicurezza e essere sicuri di non incorrere in sanzioni.

Quando è necessario avere l’autocertificazione 

Anche se dal 4 maggio sono stati concessi più spostamenti, di fatto restano quasi tutte le limitazioni della cosiddetta “fase 1”.

Si può uscire di casa solo:

  • per comprovate esigenze lavorative
  • per motivi di assoluta urgenza
  • per situazioni di necessità
  • per motivi di salute

Sono però stati concessi gli spostamenti anche fuori dal proprio comune per le visite ai congiunti, intesi come parenti o persone con cui si ha un forte legame affettivo.
Per questo motivo è utile sapere cosa serve avere a portata di mano in caso di controllo.

Come compilare il nuovo modulo di autocertificazione

L’autocertificazione viene ancora richiesta, anche se, in caso di controllo, viene fornita direttamente dalle forze dell’ordine e si può anche compilare al momento.

Per chi vuole risparmiare tempo e avere subito a portata di mano tutta la documentazione necessaria, il nuovo modulo di autocertificazione è disponibile sul sito del ministero dell’interno a questo link: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/nuovo_modello_autodichiarazione_editabile_maggio_2020.pdf

Sul sito viene precisato che è possibile utilizzare anche il vecchio modulo barrando le voci non più attuali. Nelle FAQ pubblicate il 2 maggio dal Governo, viene inoltre precisato che, se il motivo dello spostamento è la visita ad un congiunto, si può barrare la casella dell’autocertificazione indicata con “situazioni di necessità”.

Nelle situazioni di necessità rientrano tutti gli spostamenti effettuati per fare la spesa, andare in farmacia o recarsi in uno dei negozi commerciali aperti.

Se ci si sposta per lavoro, è necessario portare con sé una adeguata dichiarazione (tesserino o documenti idonei a dimostrare il motivo dello spostamento).

Come si compila la nuova autodichiarazione

Come per il vecchio modello, anche nella nuova autocertificazione si dovranno compilare i campi relativi ai dati personali (nome, cognome, indirizzo di residenza, numero della propria carta d’identità).

Oltre a questi dati, vengono richiesti:

  • data di inizio dello spostamento
  • luogo di destinazione
  • spuntare il campo relativo alla dichiarazione di non essere sottoposti alla misura della quarantena (ovvero di non essere risultati positivi al COVID-19)
  • spuntare il campo dove si afferma di essere a conoscenza delle misure di contenimento vigenti alla data odierna ed adottate ai sensi degli artt. 1 e 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19,concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale.

Se lo spostamento interessa due regioni diverse la cosa è un pò più complicata perché si dovrà anche dichiarare di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con il provvedimento del Presidente della Regione di partenza e con il provvedimento del Presidente della Regione di arrivo. Questo perché lo spostamento inter regionale è al momento concesso solo per comprovate cause lavorative o di salute.

Infine, il soggetto che si trova nella necessità di sottoscrivere il modulo, deve dichiarare di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall’art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19.

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